
Nei video sul canale YouTube, dopo una breve introduzione dell’argomento che intendo affrontare, mi presento dicendo semplicemente: “Benvenuti, io sono Marco ed intendo aiutarvi a capirci qualcosa“.
È una presentazione breve e perfettamente adatta a quell’impiego, in cui la sinteticità è importante. Qui, al contrario, c’è tempo, spazio ed occasione per presentarmi meglio.
Chi è Marco Antola
Mi chiamo Marco Antola e come si evince dalla foto, mio malgrado non sono più un ragazzino: sono nato a Genova all’inizio dell’ormai lontano 1974. Riguardo all’infanzia, non c’è nulla di particolare da dire: ero un bambino normale, con una famiglia normale. Ero soltanto un pochino più vivace della media ed un pochino più predisposto (ed interessato) della media alle materie scientifiche ed alla tecnologia.
Nei primi anni ’80 del secolo scorso (1982 per la precisione), ho incontrato i computer e l’elettronica e da allora le nostre strade non si sono (quasi mai) più separate. Di quegli anni le mie prime esperienze sia di realizzazioni elettroniche che di programmazione.
Tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 ho ricevuto una regolare formazione tecnica in ambito elettronico. Poi c’è stato il periodo della leva (all’epoca era ancora obbligatoria) in cui, dopo l’addestramento con armi ed esplosivi (ero nel Genio Guastatori) ho lavorato nel centro trasmissione dati della caserma: nulla di eclatante, telefonia e trasmissioni satellitari, ma l’ambiente era classificato in segretezza e all’epoca faceva molto figo poter dire di lavorare con i servizi segreti.
Dopo la Naja, contro ad ogni previsione, ho relegato elettronica e computer alla sfera degli hobby e mi sono dedicato per quasi una trentina d’anni ad attività bucolica: un lavoro faticoso, ma che lascia abbastanza tempo libero e risorse mentali per studiare quello che si vuole.
Dagli anni ’90 al 2000
Tra la fine degli anni ’90 il nuovo fenomeno da studiare era Internet.
Oggi lo si da per scontato, ma assistere alla sua nascita, crescita ed evoluzione mi ha permesso di capire non tanto come funziona, per quello bastano un paio di buoni libri, quanto come funzionano le persone. Così, fin da subito, ho voluto esserci dentro: sono numerosi i siti che ho realizzato, le community che ho creato ed i progetti che ho abbandonato.
È stato un periodo turbolento, in cui ogni novità mi pareva quella definitiva, la strada da seguire… si, ma seguire per cosa? Ecco, mi mancava ancora un’idea, un obbiettivo da raggiungere.
Mentre cercavo di capire cosa volevo fare mi sono dilettato con la programmazione, passando dalle applicazioni web a quelle per smartphone. Ho anche sviluppato qualche videogioco (perlopiù con Unity).
Dal 2010 ad oggi
Mentre giocavo a capire cosa volevo fare da grande ho visto nascere i vari social network e quella che oggi possiamo tranquillamente definire la televisione del mondo: YouTube. E naturalmente non ho mai capito le loro potenzialità, fino a pochi anni fa. A livello di esempio, il mio primo caricamento su YouTube è datato Ottobre 2009, su di un canale del quale ho perso anche le credenziali di accesso: avrei potuto essere uno dei primi youtubers italiani, ed invece ho detto: “Eh! Carino, chissà a cosa può servire!”.
In generale, sono sempre stato più interessato a capire come funzionano le cose, a capirci qualcosa, piuttosto che a sfruttarle a mio vantaggio. Una volta imparato cosa c’è dietro, come funzionano, perdevo interesse. Fino al 2018 circa.
In quel periodo ho iniziato a provare un forte interesse per YouTube, ma ancora non avevo ben chiaro di cosa avrei voluto parlare o meglio: avrei voluto parlare un po’ di tutto… e così ho aperto alcuni canali con cui fare qualche esperimento, ma ne ho anche riciclato qualcuno dei vecchi, aperti per scopi diversi in periodi diversi. Uno di questi era “Idee di Emme”, sul quale ho iniziato a parlare di scienza e tecnologia e che solo qualche mese fa è diventato “Capirci Qualcosa“.

